Parliamo di Fumetti

25.04.2015 15:33

Per capire quello che sto per scrivere bisogna prima sapere una cosa di me: non comincio mai dall’inizio.
Non che lo faccia volontariamente, dev’essere qualcosa di patologico o forse uno stile di vita inconsapevole, ma che si parli di una saga o una serie tv, per un motivo o per l’altro, il primo volume che leggo o il primo episodio che vedo non è mai il primo secondo la cronologia in cui è stato scritto/girato!
Ho iniziato a leggere gli Harry Potter da “Il Principe Mezzosangue” e il primo episodio di Doctor Who che ho visto è stato “L’acqua di Marte”! Qualche settimana fa ho acquistato la seconda trilogia del Trono di Spade nonostante non abbia ancora nè letto nè comprato la prima.

E ora che ho deciso di iniziare coi fumetti avrei anche solo potuto pensare di leggere il numero uno per primo?
Ecco, a dir la verità avrei voluto, ma passando davanti all’edicola della stazione, a Genova, sono rimasta folgorata da una copertina coi bordi marroni e al centro una meravigliosa illustrazione del Kraken sotto al pelo dell’acqua che si prepara a distruggere un veliero che si staglia, ignaro, sopra la sua testa.
Non ho saputo resistere e l’ho comprato. Cosa posso farci se si tratta del terzo numero di una serie?

Ora, a più di un mese di distanza, so di aver fatto la cosa giusta: ho comprato anche il numero seguente e dopo il Kraken si è parlato di Cthulhu, già aspetto il prossimo numero!

Quello che più mi sta entusiasmando, in quanto assidua lettrice, di questi racconti è il fatto che in essi sia abilmente intessuta una fitta rete di citazioni e riferimenti, reinterpretati in modo più classico o originale a seconda dei casi, a una fetta piuttosto precisa ed affascinante della letteratura.

Melville e il suo Achab con la Balena Bianca ma anche con il Kraken e Frankenstein (disegnati da dio). E nel numero seguente l’equipaggio del Nautilus alle prese con la divinità di Lovercraft, con il Maelsrom di Poe e qualche altro mostro.

Io, che ho sempre prediletto le parole, sto imparando ad amare il modo un po’ discreto e un po’ plateale con cui nei fumetti vengono affiancate e fuse nelle immagini.
Quella falce di luna sopra le onde mi ha stregata per sempre e so che la mia dipendenza per questa collana è appena sbocciata e ancora deve raggiungere il pieno della fioritura, e forse qualche appassionato in materia potrà dirmi che i miei fumetti non hanno niente di speciale ed io già controbatto dicendo che può darsi che io non sia esperta ma questi due numeri, da soli, sono riusciti ad appassionare me e chiunque sia stato disposto ad ascoltarmi come non era mai successo in vita mia, quindi dev’esserci un’arte dentro ad essi, che essa sia convenzionale o meno è un altro conto…

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